A pochi passi da Palazzo Ricci, dove Class & Country Homes ha sede dal 1958, un arco di travertino scavalca Via Giulia. Chi vi passa sotto raramente sospetta che quel varco custodisca uno dei sogni incompiuti più affascinanti del Rinascimento romano: un ponte che avrebbe dovuto unire le due sponde del Tevere, e che non fu mai costruito.

Via Giulia, la strada voluta da Giulio II

Via Giulia deve il suo nome a papa Giulio II della Rovere, che intorno al 1508 la fece aprire affidandone il disegno a Donato Bramante, allora architetto della nuova San Pietro. Doveva essere la spina dritta di una Roma rinnovata: un’arteria di rappresentanza, così rettilinea da essere chiamata anche Via Recta, pensata per concentrare uffici e tribunali a un passo dal Vaticano. Fu uno dei primi grandi interventi di urbanistica della Roma dei papi, e ancora oggi conserva quell’eleganza severa e ordinata.

I grandi progetti mai compiuti

Non tutto ciò che Via Giulia immaginò vide la luce. Del monumentale Palazzo dei Tribunali, voluto da Giulio II e progettato da Bramante, restano soltanto gli imponente basamento a bugnato in travertino, che i romani ribattezzarono con affetto «i sofà di Via Giulia». Il cantiere fu interrotto già nel 1511 e definitivamente abbandonato alla morte del papa, nel 1513: e la strada custodì per secoli quel segno di un’ambizione interrotta — la prova che anche le visioni più grandi, a Roma, convivono con ciò che il tempo lascia incompiuto.

Il sogno del ponte dei Farnese

La più suggestiva delle occasioni mancate porta il nome dei Farnese, tra le famiglie più potenti del Rinascimento. Dal loro palazzo, affacciato sul rione Regola, accarezzarono l’idea di raggiungere i giardini che possedevano oltre il Tevere per mezzo di un ponte privato sospeso sul fiume. Il ponte non fu mai portato a termine: rimase un disegno, un desiderio. A ricordarlo, ancora oggi, è l’arco che scavalca Via Giulia — eretto agli inizi del Seicento per il cardinale Odoardo Farnese e legato per tradizione a quell’antico progetto. Rivestito d’edera, è diventato uno degli angoli più amati e fotografati della città.

Una lezione molto romana

C’è, in questa storia, un insegnamento tra i più romani: ciò che conta di un ponte non è la sua grandezza, ma la sua capacità di unire due rive — due mondi, due vite, due capitoli. E a volte è proprio ciò che resta incompiuto a diventare bellezza.

Via Giulia oggi: un indirizzo che non tramonta

Cinque secoli dopo, Via Giulia rimane uno degli indirizzi più esclusivi di Roma. Palazzi rinascimentali e barocchi, cortili silenziosi, botteghe d’arte e la vicinanza a Campo de’ Fiori e a Palazzo Farnese ne fanno una delle vie più ambite dalla clientela italiana e internazionale. Abitare qui significa vivere dentro la storia, con la riservatezza che solo il centro storico sa offrire.

Il nostro sguardo, da Palazzo Ricci

Guardiamo Via Giulia ogni giorno, da Palazzo Ricci, e in quell’arco riconosciamo il senso del nostro mestiere. Quel ponte rimase un sogno; quelli che costruiamo noi — tra chi affida una casa e chi la farà propria — arrivano all’altra sponda: senza clamore, una casa alla volta, con la discrezione e la pazienza di una città che ha sempre saputo che la bellezza è una questione di tempo. Dal 1958 affianchiamo proprietari e acquirenti nelle dimore di pregio del centro storico; se desidera un parere riservato sul valore di un immobile, la nostra valutazione è a Sua disposizione.

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