Home Design Illuminazione Interni

Illuminazione casa, ed è subito arredamento. Non serve scomodare Renzo Piano per sapere che la luce sia elemento primario dell’architettura.

Dal Salone del Mobile di Milano, gotha del design, fino al monolocale da single, il concetto è chiaro: un’illuminazione adeguata è capace di modificare un ambiente, rinnovarlo, migliorarlo.

Sia per l’illusione ottica che ne deriva, perché la luce cambia prospettiva, dimensioni e atmosfera, sia perché lampade, lampadari, abat-jour, fanali, applique & C. sono determinanti nella definizione dello stile.

 

Conta la luce, quindi (calda, fredda, intensa o soft: attenti, la scelta potrebbe influenzare i vostri stati d’animo più di quanto non pensiate) e contano i complementi d’arredo dai quali la luce proviene.

Preferite affidarvi alla tradizione e al vintage d’autore o siete per le novità, da scovare tra marchi noti o tra artigiani di nicchia? Qualunque sia il vostro gusto, la scelta è ampia.

 

Se vi piace l’allure scenografica del lampadario, in linea con mobili d’antan o per un tocco barocco a contrastare col moderno, impossibile non sbirciare tra le creazioni dei mastri vetrai di Murano.

Un grande classico che non disdegna di rinnovarsi, con modelli contemporanei che reinventano il cliché.

Trasparenza o colore? Dove c’è alta qualità, c’è la sartorialità: ovvero, la possibilità di customizzare un modello, personalizzarlo, farlo diventare un pezzo unico, su misura. Come ci viene proposto da Glass&Glass Murano http://www.glassandglass.it/it/lampadari-personalizzati-in-vetro-di-murano-venetian-ideas/

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Molte le tecniche di lavorazione con le quali gli artigiani del vetro danno forma a questi preziosissimi oggetti.

Le principali sono il vetro soffiato, il vetro a lume, il vetro in piastra e il vetro di Murrina.

Se volete saperne di più,  https://www.lampadarilucedesign.it/it/blog/come-riconoscere-un-lampadario-in-vetro-di-murano-92

 

Il marchio registrato Vetro Artistico Murano garantisce al consumatore che l’oggetto sia stato realizzato nell’isola veneziana, secondo criteri coerenti con le tradizionali tecniche di lavorazione muranese.

Sarete così certi dell’originalità di un prodotto che è il frutto di una tradizione artistica millenaria, nata e sviluppatasi a Murano.

In proposito, una novità che ha solo qualche mese: sul bollino di certificazione, un datamatrix da leggere con lo smartphone, per avere descrizione del manufatto, foto riprodotta dell’oggetto e video con le fasi della lavorazione.

Trovate tutto nel sito  http://www.muranoglass.com/  e cliccando sul link http://www.muranoglass.com/news/e-realta-il-nuovo-marchio-di-tracciabilita-vetro-artistico-murano-4/

 

Se poi, complice l’estate, cene e feste si spostano in giardino o in terrazzo, un’idea di sicuro effetto è quella del lampadario da esterno.

E’ Drylight® di Masiero, una collezione di chandelier in plastica, ispirata alla tradizione veneziana. Non teme agenti atmosferici né urti e, tramite una app, si regolano intensità e colore della luce. 

Guarda su http://catalogo.living.corriere.it/catalogo/prodotti/Masiero/Drylight.shtml

 

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Ed è prodotta dall’azienda Flos http://www.flos.com/it/home  anche la regina delle lampade da terra.

Parliamo della lampada Arco, disegnata nel 1962, proprio per Flos, da Pier Giacomo Castiglioni e Achille Castiglioni. Un’icona del design Made in Italy, tanto da essere inserita nelle permanenti del Triennale Design Museum di Milano e del MoMA di New York.

Una curiosità: è il primo oggetto di disegno industriale che ha ottenuto la tutela del diritto d’autore, venendo parificato ad un’opera d’arte.

 

L’ultima moda, però, sono i “pezzi di rottura”.

Immaginiamo un palazzo storico arredato in stile retrò. Mobili antichi, ricercati, preziosi. A questo punto, a far da contrasto, un’illuminazione data da elementi contemporanei, cartoon o industrial.

Ci troveremo, per esempio, davanti ad una scrivania Luigi XVI sulla quale poggia una lampada fatta assemblando parti metalliche di vecchie biciclette. A crearla, un artista scoperto al mercato domenicale di Ponte Milvio, a Roma.

Si chiama Stefano Lanzoni, Lanzuk la firma sulle opere. Per la sua linea Ferro e Luce sono già impazziti architetti e designer della Capitale, ma lui continua a farlo solo per passione, senza fretta, scegliendo meticolosamente i componenti e dando vita a pezzi unici straordinari.